Passaporto falso al porto di Genova

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Arrestato nel porto di Genova: era sbarcato con falso passaporto americano

E’ quello che è successo in data 23 maggio nel porto di Genova, dove i militari della guardia di Finanza hanno provveduto all’arresto di un cittadino libico di 37 anni dopo essere stato trovato in possesso di un falso passaporto americano.

In dettaglio il cittadino, appena sbarcato dal traghetto proveniente da Tunisi, dopo essere stato sottoposto ai normali controlli di routine, ha mostrato ai militari dapprima il passaporto americano falsificato e solo in un secondo momento quello libico.

Quello che però ha portato all’arresto dell’uomo è stata la discordanza delle informazioni presenti sui due documenti che attestavano due luoghi di nascita diversi sui due documenti, ovvero sul primo negli Stati Uniti e sul secondo in Nord Africa.

Inevitabile dopo questa constatazione è stato l’arresto per il libico, che è stato per altro accusato di possesso e di fabbricazione di falsi documenti.

Le indagini dei militari della Guardia di Finanza non tendono però a placarsi dopo l’arresto in quanto rimane poco chiaro il perché l’uomo fosse in possesso del falso documento americano falsificato e soprattutto a quale uso fosse destinato.

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Un arresto che non è da considerarsi come episodio unico, in quanto risulta già essere il secondo nel giro di una sola settimana, che ha come sede il porto di Genova.

Il primo caso era infatti stato quello di un cittadino tunisino di 35 anni anch’esso trovato dai militari in possesso di due documenti, di cui però stavolta uno vero ed uno rubato a Modena che attestava dunque la sua cittadinanza italiana.

Controlli intensificati dunque, proprio come erano stati previsti e disposti subito dopo gli attentati avvenuti a Parigi che hanno portato oltre a questi due arresti, anche ad altri datati gennaio 2016 che hanno interessato tre cittadini libici.

I tre uomini in questione, di cui all’inizio non si era riuscita a capire bene la provenienza considerata infatti illecita, erano stati trovati a bordo di tre auto identiche, ed erano scattati gli arresti in quanto si presagiva fossero finanziatori dell’Isis.

Nei mesi successivi però, i tre libici sono stati rilasciati solo dopo pochissimi mesi dall’arresto per insufficienza di prove.